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mercoledì 11 dicembre 2013

CHIEDO AIUTO AI GRANDI CAPI DELLA CAMORRA

CHIEDO AIUTO
AI  GRANDI CAPI DELLA CAMORRA

di Agnesina Pozzi




Luigi Orsino e sua moglie  Giuseppina Esposito


In tutti questi anni della mia vita mi sono spesso chiesta, alla luce di quanto la cronaca ci ha offerto e a quella di varie storie  capitate ad amici e conoscenti, se ne è valsa davvero la pena di  essere una cittadina onesta, ligia alle leggi e allo Stato, produttiva e propositiva per la società. Adesso a 56 anni ho la risposta: NO
Sarebbe stato di sicuro meglio fare il peggio del peggio per essere onorati, difesi, foraggiati e protetti dallo Stato, magari dopo essermi strumentalmente "pentita" e collaborando con la sedicente "giustizia"...che oggi più che mai è una parola tragicamente RIDICOLA.

I vostri "pentiti",  quelli  che Totò Riina ha detto che " NON SONO BUONI NEMMENO A FARCI UNA SPREMUTA DI MERDA",  sono invece considerati degli eroi, e tantissimi collaboratori  hanno scorte, auto blu, garanzia di mantenere le loro attività (anche e soprattutto  criminali  forse anche con la complicità subdola e servile e opportunista di chi dovrebbe combatterli),  insieme alle proprietà che hanno estorto con le minacce o acquistato con denaro lurido. Uno ad esempio come Brusca, pluri-assassino, è servito, protetto e riverito con tanto di  contributo, ossia di stipendio fisso... e allora  c'è più di qualcosa che non va qui in Italia 
se un imprenditore onesto e laborioso come LUIGI ORSINOche:
non si è fatto lusingare dalle proposte  di riciclaggio di denaro sporco attraverso la sua attività, 
non si è piegato alle richieste di pizzo, 
alle minacce di morte
ha dato lavoro onesto a decine di dipendenti pagando le tasse,
ha subito la distruzione totale della sua impresa, 
l'offesa di vedere dare ragione ai suoi strozzini, 
la perdita della sua casa,  
l'umiliazione dello sfratto, 
oggi in procinto di essere sfrattato ancora,
patisce anche la fame insieme alla sua famiglia

SENZA CHE LO STATO MUOVA UN SOLO  DITO.

A nulla è  valso scrivere a 90 deputati
perché tranne  Alessandra Mussolini (che ha avuto la cortesia e la chiarezza di  affermare che non poteva occuparsene), tranne la risposta della Boldrini: "ho passato la documentazione ..ecc", e tranne la telefonata di una funzionaria del Ministero dell'Interno che si è eclissata dopo aver detto:"lo Stato vi ha abbandonati"... 

NESSUNO HA RISPOSTO.

A nulla è   valso  chiedere una casa ed un  contributo al Signor sindaco di  Castel Baronia,  il quale non gradisce  questi "ospiti" che, da ignorante la situazione storica..., ritiene forse dei  camorristi  che "devono starsene a casa loro".. e ignora anche che nel suo  comune, come in tutti i comuni di quest'itaglietta, ci saranno forse degli occupatori di  case popolari che non ne hanno  assolutamente diritto  e/o che magari affittano una delle due abitazioni.

 A nulla è valso chiamare il Prefetto...visto che secondo lui, deve occuparsene il sindaco.

A nulla è valso scrivere a giornali e tv, visto  che il pilotaggio di  queste ultime impone di parlare  d'altro, di ciò  che va di moda come le acrobazie dei politici per restare incollati  ai loro privilegi illegittimi, intortati  nelle loro bugie bavose e promesse, passato l'argomento "Ruby rubacuori". Non ci sono molti giornalisti indipendenti  e coraggiosi in Italia per occuparsi seriamente di Luigi Orsino dunque?

Allora, DAL MOMENTO CHE VOI SIETE PIU' SERI DI QUESTO STATO E DEI SUOI RAPPRESENTANTI, PERCHE' LE VOSTRE PROMESSE, NEL BENE E NEL MALE LE MANTENETE SEMPRE, MI  APPELLO AL  VOSTRO SENSO DELL'ONORE; 

ANCHE SE E' UN NON-SENSO AVRA' PIU' SENSO RIVOLGERSI A VOI  e scusate il bisticcio di parole.

Dal momento che  ambite sostituirvi allo Stato,  supplitelo anche nelle sue abominevoli storture: 
Se un uomo della mafia come Brusca (e simili) ha tutta questa considerazione dallo Stato, vi supplico di  AIUTARE un uomo dello Stato  come  Luigi Orsino; date uno smacco allo Stato Italiano occupandovi anche anonimamente della sua sopravvivenza, dello studio di suo figlio  che, laureato con 110 e lode sta rinchiuso in casa perché non ha nemmeno i soldi per  fare un viaggio a Roma e sostenere un concorso!!!

Brusca si è pentito, Orsino no, ma se fossi al suo posto mi pentirei amaramente di non essere stato uno dei "vostri", 

perché i vostri uomini voi non li lasciate soli ed aiutate perfino le loro famiglie quando se ne vanno in carcere.

Bacio le mani a voi che forse le avete meno sporche di chi dovrebbe occuparsi  dei cittadini e dei loro dirittti.




Magari  i  cosiddetti "disonesti" hanno un cuore più grande dei sedicenti "onesti".